Israel
is unlawfully coercing almost 7,000 Eritrean and Sudanese nationals
into leaving the country at great personal risk, Human Rights Watch
says.
"We are apt to shut our eyes against a painful truth…. Is this the part of wise men, engaged in a great and arduous struggle for liberty? Are we disposed to be of the number of those, who having eyes, see not, and having ears, hear not..? For my part, whatever anguish of spirit it might cost, I am willing to know the whole truth; to know.. it — now." Patrick Henry, 1775.
mercoledì 10 settembre 2014
Israel 'coercing Eritreans and Sudanese to leave'
9 September 2014
Last updated at 13:25 GMT
Hundreds of Eritrean and Sudanese immigrants are housed in a facility in Israel's Negev desert
domenica 7 settembre 2014
Saudi unveils 900km fence along Iraq border
Kingdom inaugurates a 900km fence along its northern border, as part of efforts to secure its vast desert frontiers.Last updated: 06 Sep 2014 18:41 |
The kingdom sent 30,000 soldiers to secure its border with Iraq in July [Reuters]
Saudi Arabia has unveiled a 900km multi-layered fence along its
border with Iraq, as part of efforts to secure the kingdom's vast desert
frontiers against infiltrators and smugglers, state media SPA has said.
sabato 6 settembre 2014
Islamic State fears take hold in Netherlands
| Street tension between radical Muslims and Holland's hard right rises, as Islamic State anxiety grows.
Thessa Lageman
Last updated: 05 Sep 2014 07:41 Al Jazeera
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Protesters march against Muslim radicals, Islamic State and anti-Semitism in The Hague in August [EPA]
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| The Hague, Netherlands -
Three Dutch citizens were arrested last week on suspicion of recruiting
for the hard-line Islamic State (IS) group in its armed struggle in
Syria and Iraq, as tensions between radical Muslims and Holland's
far-right Pro Patria organisation continue to rise. |
Sblocca Italia, piano Renzi per inceneritori: “Rifiuti da fuori Regione e nuovi impianti”
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/04/sblocca-italia-il-governo-insiste-su-inceneritori-rifiuti-da-fuori-regione-e-nuovi-impianti/1108046/
Il decreto segue la linea già seguita dall'ex premier Letta e aggiunge la possibilità di costruire nuovi forni per arrivare alla dismissione delle discariche. Si intende contemporaneamente favorire la raccolta differenziata, ma sarà meno conveniente
Il decreto segue la linea già seguita dall'ex premier Letta e aggiunge la possibilità di costruire nuovi forni per arrivare alla dismissione delle discariche. Si intende contemporaneamente favorire la raccolta differenziata, ma sarà meno conveniente
domenica 31 agosto 2014
La memoria smemorata di Cesare Romiti
di Giorgio Meletti | 29 maggio 2012
Alla fine di luglio del 1976 Carlo De Benedetti annunciò a Cesare Romiti
che se ne sarebbe andato dalla Fiat, dopo soli tre mesi da
amministratore delegato. Il drammatico colloquio avvenne “mentre
andavamo là in macchina”, rievoca Romiti nelle sue memorie in forma di
intervista al giornalista Paolo Madron, “Storia segreta del capitalismo italiano”,
appena uscito per Longanesi e presentato ieri a Roma da un drappello di
amici cari del manager (Stefano Folli, Lucia Annunziata, Pierluigi
Ciocca e Paolo Savona) insieme a un’imbarazzata Susanna Camusso. La versione di Pansa
Nel 1988, consegnando i suoi ricordi a un altro giornalista allora in gran voga, Giampaolo Pansa (“Questi anni alla Fiat”, Rizzoli), Romiti ricordava che erano già arrivati agli uffici Iveco per una riunione, e il dialogo si svolse “mentre passeggiavamo nei corridoi”. Dettagli? Sicuramente. Ma non solo. Nell’88 Pansa chiese: come vi siete lasciati? “Non bene, e me ne dispiace.
Nel 1988, consegnando i suoi ricordi a un altro giornalista allora in gran voga, Giampaolo Pansa (“Questi anni alla Fiat”, Rizzoli), Romiti ricordava che erano già arrivati agli uffici Iveco per una riunione, e il dialogo si svolse “mentre passeggiavamo nei corridoi”. Dettagli? Sicuramente. Ma non solo. Nell’88 Pansa chiese: come vi siete lasciati? “Non bene, e me ne dispiace.
Intervista a Cofferati: «La svolta di Draghi sulla flessibilità dei trattati non c’è»
26/08/2014 09:32
La svolta non la vedo. Penso che ci sia un’esigenza oggettiva della Germania di tutelare il proprio export davanti ad un calo delle stime della sua crescita. E metto in conto che questo atteggiamento più aperto della Merkel, che comunque deve fare i conti con forti resistenze interne, dovrebbe aiutare anche noi. Quindi più che sulle parole di Draghi, farei affidamento e leva sui problemi della Germania.
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